Qualsiasi cosa accada, non dimenticare mai questo: la nostra esistenza dura pochi giorni, passa come il vento del deserto. Perciò, fin tanto che ti resterà un soffio di vita, due sono i giorni di cui non dovrai mai preoccuparti: il giorno che non è ancora venuto e quello che è trascorso…

Abu Alì el-Hosayn ibn Abdallah ibn Sina (Avicenna)
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C'è questo forte vento di tramontana
che mi fa camminare curvo,
mentre con il bavero alzato cerco di proteggermi.
La mano sinistra si appoggia sulla ringhiera del lungomare,
sulla strada per la scuola, di mattina presto.
E soltanto uno sguardo di sfuggita al broncio del mare
ed alle basse nuvole grigionere.
Purtroppo.

(Eduardo)
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Una lingua è il luogo da cui si vede il mondo e in cui si tracciano i limiti del nostro pensare e del nostro sentire.
Dalla mia lingua si vede il mare.
Dalla mia lingua se ne sente il brusio come da quella di altri si sentirà quello della foresta o il silenzio del deserto.

(Virgilio Ferreira - Portogallo. 1916-1996)
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venerdì 5 dicembre 2008

Così si trasmette la felicità




Da la Repubblica del 5 Dic 2008 pag 38

“………..Quando osserviamo una persona manifestare un sentimento, nel nostro cervello si attivano le stesse aree che sono “accese” in quel momento nel cervello dell’interlocutore”


Bella notizia questa: adesso sappiamo (ma qualcosa lo avevamo già intuito) quanto sia importante il come ci porgiamo ai nostri interlocutori. Quindi se vogliamo che chi ci sta intorno sia felice, facciamogli vedere senza alcuna vergogna quanto lo siamo noi

venerdì 28 novembre 2008

Grande marcia per l'Ambiente


29 Novembre 2008 - ore 9.00 Taranto
Via Di Palma (ingresso Arsenale)

domenica 9 novembre 2008

BELLISSIMA.....



questa frase detta ieri alla Università Bocconi di Milano durante la cerimonia di consegna delle lauree:


"Il mondo si divide tra chi lavora e tra chi si prende i meriti: io sono nel primo gruppo perchè c'è meno concorrenza"


Da incorniciare :-))

mercoledì 5 novembre 2008

La prima volta


Oggi ho fatto una cosa che non ho mai fatto in vita mia, non per non volerlo fare, ma solo perchè non ci avevo mai pensato.
fermo in auto ad un semaforo, ho visto nello specchietto retrovisore una signora che spingendo un passeggino con un bambino dentro, si avvicinava troppo al tubo di scarico della mia auto.
Ho spento istintivamente l'auto e la signora passandomi di fianco si è girata ringraziandomi con un sorriso.
Vabbè, da questo momento sarò più attento elo farò volentieri anche in futuro....

sabato 18 ottobre 2008

Lina Wertmuller scappa via da Taranto


..le hanno chiesto il pizzo da 50.000 € .......

martedì 20 maggio 2008

Peggio non si potrà mai fare...






Questo è il trailer ufficiale del film "Waltz with Bashir", un cartoon dedicato alla strage di Sabra e Chatila, tremila morti in un campo profughi, per lo più donne e bambini (16-18 Settembre 1982).
Su questo massacro per il quale l’Europa non si è scaldata più di tanto e che ha visto impegnata solo una parte ben definita dei nostri politici e solo persone estremamente attive nel reclamare una giustizia più equa, non è importante che faccia un commento.
E’ un orrore che forse neanche la Giustizia Divina riuscirà a classificare e probabilmente girerà la faccia da un’altra parte per non vomitare addosso a chi gli sta davanti.

mercoledì 30 aprile 2008

Mostruosa indifferenza

Austria, uomo ammette 24 anni di abusi sulla figlia - "Ha ammesso di aver tenuto la figlia prigioniera per 24 anni, di essere il padre dei suoi sette figli e di averli tenuti nella cantina", ha spiegato telefonicamente a Reuters Franz Polzer, capo dell'unità anticrimine austriaca.

Giallo a lieto fine per Natascha Kampusch bambina rapita nel '98 Vienna- Sembra essere risolto il caso di Natascha Kampusch, una bambina austriaca di 10 anni rapita nel 1998, in seguito al ritrovamento di una ragazza che afferma di essere stata tenuta prigioniera per oltre otto anni in un garage e al suicidio del suo presunto sequestratore. «Il caso di Natascha Kampusch, che era scomparsa otto anni fa, potrebbe aver trovato un epilogo felice»,

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C’è qualcosa che non quadra, ci dev’essere qualcosa di più terribile nascosta dietro questa vicenda.

Innanzitutto la prima cosa che mi sono chiesto è se una cosa del genere fosse stata possibile nella mia terra e mi sono detto subito di no. I vicini di casa nostrani sono avezzi alle frequentazioni, ci sono più contatti personali, più scambi di visite e sarebbe stata dura tenere nascosti tre, quattro persone sotto casa.

La conferma me l’ha data ieri lo scrittore Andrea De Carlo che, intervistato, ha definito “mostruosa indifferenza civica” il fatto che i vicini non abbiano notato nulla, Va bene la discrezione, che fa sempre piacere, ma questa è esagerata.

Un’altra cosa che non mi va giù è la madre, che viveva in quella casa: possibile che non abbia mai sentito il pianto di un bambino? L’odore di una pietanza cucinata? Non si è mai chiesta dove andasse il marito, visto che non oltrepassava il cancello di casa? E dove finissero i sacchetti della spesa? Ed i rifiuti che venivano prodotti, non si è mai chiesta da dove venissero? Lo sciacquone del W.C. cos’erano: i fantasmi?

E quando ha visto che costruiva nel garage una stanza insonorizzata non si è mai chiesta che cosa ci fosse là dentro? O complice o profondamente malata di mente, non ci sono alternative.

E poi: sicuramente la fanciulla adoperava le posate per mangiare e mi chiedo "Possibile che non le sia mai venuto in mente di infilzare con la forchetta o tagliare con il coltello quello che il suo violentatore riteneva indispensabile per la sua felicità?"..... Mah?!!?

Quello che mi stupisce che è il secondo caso scoperto ( quelli ancora non scoperti non so quanti siano) in un paese civilissimo come l’Austria, che ha in grande considerazione rispetto per gli altri e senso civico.

Chissà forse il rispetto per gli altri e la conseguente riservatezza a volte sconfina in indifferenza, mi sorge questo dubbio.

Forse meglio da noi che ogni tanto e quando meno te l’aspetti ti compare la vicina comare davanti alla porta ed al cui occhio allenato nulla sfugge, ma proprio nulla. Meno male.

sabato 19 aprile 2008

Tibet a Milano (Aprile 2008)
















Parecchia gente oggi pomeriggio 19 Aprile 2008 per manifestare contro le violenze da parte della Cina ai danni del popolo tibetano, compreso il sottoscritto.

Certo che il Comitato Olimpico l'ha fatta grossa. affidare l'organizzazione dei giochi olimpici ad un paese che sarà pure trainante per l'econonomia mondiale, forse l'unico che supera il 7% di crescita , ma il prezzo che tanti pagano in termini di sicurezza sul lavoro, pena di morte ancora in vigore, diritti civili da discutere e politica aggressiva nei riguardi del Tibet, forse avrebbe consigliato più prudenza e le reazioni di quelli che dissentono se la dovevano aspettare.

O forse pensavano che in tanti ci siamo così rincoglioniti da anteporre la passione per lo sport e per la propria squadra nazionale al rispetto per la dignità personale.

venerdì 18 aprile 2008

Tu non esisti se io non ti guardo, questo è poco ma sicuro





Guarda signora in treno, condannato

Ansa - Gio 17 Apr - 22.59

(ANSA) - LECCO, 17 APR - Condannato a 10 giorni di arresto e 40 euro di multa per aver guardato con troppa insistenza una donna che si trovava con lui in treno.Stando alla denuncia della donna, quegli sguardi sarebbero stati cosi' insistenti da costituire una molestia.L'imputato,un 30enne di Mandello del Lario (Lecco),si e' difeso sostenendo di non aver potuto fare a meno di guardarla,per la posizione in cui si trovava. Il giudice ha deciso per una condanna, quasi simbolica, in quanto la pena rientra nell'indulto.

A questo punto fate come me. giratevi di spalle e non le cagate neanche di striscio.

Dovete capire che quando si guarda una donna le si fa un favore, perchè la si carica di interesse e di conseguenza di valori. Se non la guardate è come se non esistesse e sarà lei a cercare di capire cosa ha che non va o cosa le manchi visto che non suscita interesse.

Un grande studioso di comportamenti umani ha scritto: "Quando ti guardo è come premere un interruttore ed accenderti come una lampadina. Quando non ti guardo tu non ti accendi, è come se tu non esistessi".

Vogliono la guerra ? ....e guerra sia !!! :-)))))







mercoledì 16 aprile 2008

Finalmente un pò di serenità




Dopo quasi cinque anni dall’inizio del mio impegno con i fraterni amici di TarantoViva per tentare di migliorare le faccende della nostra Taranto, debbo sinceramente ammettere che i risultati delle elezioni di ieri, e specificatamente i risultati della nostra città, hanno strappato il velo sulla quella mia inutile (adesso lo riconosco) continua presunzione di dare l’esempio per cercare di far vedere (grazie alle personali continue esperienze in diverse città europee) cosa bisognava fare per vivere meglio, per far riflettere i futuri cittadini su quanto fosse importante avere il coraggio di chiedere e pretendere da chi è preposto a decidere per la comunità che egli stesso è stato chiamato ad amministrare.

Ho avuto la sfacciataggine di collaborare ad un vademecum che invitava a tenere pulite le spiagge, di discutere con l’editore di un network di un video bellissimo per la protezione delle nostre coste, di partecipare alla realizzazione di un manifesto per sollecitare rispetto anche per chi è nostro vicino di ombrellone, di collaborare ad un libro storico sul rapporto città/industria, di andare a pulire un luogo storico ed un altro che fa parte della storia personale di tutti noi.

Stiamo parlando di Taranto, naturalmente.

Ed avevo già in cantiere per quest’estate qualcosa di ancora più importante per sollecitare quella necessità di far rispettare i propri diritti, cosa insostituibile del nostro vivere quotidiano. Una questione di dignità, insomma.

Ma i miei concittadini mi hanno aperto gli occhi e mi hanno svegliato da questa mia frenesia donchisciottesca che prendeva buona parte delle mie giornate.

Con la loro pratica maturità che deriva dal dover risolvere i problemi di tutti i giorni in una terra abbastanza “amara”, hanno capito che il loro destino ed il loro futuro è meglio che venga gestito dalle stesse persone che li hanno prima affossati nella melma e poi magari hanno appoggiato un piede sulla loro testa per spingerli un pochettino ancora più a fondo, nel caso fosse rimasto fuori il naso.

E se la nostra città ha perso la faccia davanti a tutta l’Italia, sono cose che poi passano nel dimenticatoio, tanto a Taranto si guardano in faccia tra di loro, il problema è solo di quelli che vivendo al Nord, debbono sopportare gli sguardi di compatimento da parte dei loro interlocutori, quando gli dici da dove vieni.

E la mia non è una riflessione da deluso, assolutamente questo no. E’ solamente la brevistoria di una illusione personale che non ha mai tenuto conto delle realtà del territorio.

Sicuramente i tarantini hanno ricevuto più elementi di valutazione di quanti ne abbia ricevuti io, per questo ritengo che abbiano dato la loro fiducia alle persone giuste per risolvere definitivamente o quantomeno cominciare a risolvere gli enormi problemi locali.

E’ questo mi tranquillizza e mi permette di organizzare con meno frenesia le mie giornate, tanto adesso c’è chi pensa a loro. Se il popolo dei giochi d’acqua ha deciso per il 42,2% di gradire le persone che fanno parte di quella stessa parte politica che ha portato al fallimento il nostro comune, sono contentissimo di questa decisa presa di posizione, di questa scelta forte e coraggiosa.

Finalmente possono dire di aver contribuito in prima persona alle fortune ed ai destini della loro comunità, e questa è una gran bella notizia.

Perché è evidente che adesso saranno capaci di sottoporre le loro istanze alle persone adatte a soddisfarle e se così non sarà, sicuramente troveranno il modo per sollecitare soluzioni a coloro che hanno votato.

La loro maturità nelle scelte elettorali mi rende tranquillo, perché non toccherà più ad un emigrante dannarsi per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente nella sua città natale, ma a coloro ai quali è stata concessa la fiducia, chè il voto è una cosa seria.

A ciascuno il suo.

Eduardo