Austria, uomo ammette 24 anni di abusi sulla figlia - "Ha ammesso di aver tenuto la figlia prigioniera per 24 anni, di essere il padre dei suoi sette figli e di averli tenuti nella cantina", ha spiegato telefonicamente a Reuters Franz Polzer, capo dell'unità anticrimine austriaca.
Giallo a lieto fine per Natascha Kampusch bambina rapita nel '98 Vienna- Sembra essere risolto il caso di Natascha Kampusch, una bambina austriaca di 10 anni rapita nel 1998, in seguito al ritrovamento di una ragazza che afferma di essere stata tenuta prigioniera per oltre otto anni in un garage e al suicidio del suo presunto sequestratore. «Il caso di Natascha Kampusch, che era scomparsa otto anni fa, potrebbe aver trovato un epilogo felice»,
------------------------------------------------------------------------------------
C’è qualcosa che non quadra, ci dev’essere qualcosa di più terribile nascosta dietro questa vicenda.
Innanzitutto la prima cosa che mi sono chiesto è se una cosa del genere fosse stata possibile nella mia terra e mi sono detto subito di no. I vicini di casa nostrani sono avezzi alle frequentazioni, ci sono più contatti personali, più scambi di visite e sarebbe stata dura tenere nascosti tre, quattro persone sotto casa.
La conferma me l’ha data ieri lo scrittore Andrea De Carlo che, intervistato, ha definito “mostruosa indifferenza civica” il fatto che i vicini non abbiano notato nulla, Va bene la discrezione, che fa sempre piacere, ma questa è esagerata.
Un’altra cosa che non mi va giù è la madre, che viveva in quella casa: possibile che non abbia mai sentito il pianto di un bambino? L’odore di una pietanza cucinata? Non si è mai chiesta dove andasse il marito, visto che non oltrepassava il cancello di casa? E dove finissero i sacchetti della spesa? Ed i rifiuti che venivano prodotti, non si è mai chiesta da dove venissero? Lo sciacquone del W.C. cos’erano: i fantasmi?
E quando ha visto che costruiva nel garage una stanza insonorizzata non si è mai chiesta che cosa ci fosse là dentro? O complice o profondamente malata di mente, non ci sono alternative.
E poi: sicuramente la fanciulla adoperava le posate per mangiare e mi chiedo "Possibile che non le sia mai venuto in mente di infilzare con la forchetta o tagliare con il coltello quello che il suo violentatore riteneva indispensabile per la sua felicità?"..... Mah?!!?
Quello che mi stupisce che è il secondo caso scoperto ( quelli ancora non scoperti non so quanti siano) in un paese civilissimo come l’Austria, che ha in grande considerazione rispetto per gli altri e senso civico.
Chissà forse il rispetto per gli altri e la conseguente riservatezza a volte sconfina in indifferenza, mi sorge questo dubbio.
Forse meglio da noi che ogni tanto e quando meno te l’aspetti ti compare la vicina comare davanti alla porta ed al cui occhio allenato nulla sfugge, ma proprio nulla. Meno male.